da La
Forgia del Diavolo
Un’innocente leggerezza.
La chiameresti così, in quelle tue arringhe forbite che
ipnotizzano giudici e giurati. Quelle che fanno assolvere ladri,
spacciatori, mafiosi. Assassini.
Invece no, avvocato.
Di questo garbuglio non azzecchi l’uscita.
“Quando vedremo in libreria il più volte annunciato secondo
romanzo di Corrado Siniscalchi, lo scrittore rivelazione che
l’anno scorso ha scalato le classifiche di vendita?”. È la
rivista più letta d’Italia, a chiederselo. Se ha potuto osare
tanto è perché la tua casa editrice approva e permette. Lavorate
per gli stessi padroni, non lo sai?
Stanno dubitando di te. Ti stanno... sollecitando.
Che t’inventi adesso?
Davvero, avvocato, l’hai fatta fuori dal vaso.
Uno sbaglio fatale.
E questo, lei lo sa.
Finora ha dominato la rabbia, undici mesi e sette giorni spiando
l’occasione e cercando il modo.
Ora ha l’una e l’altro.
Ti stana, ti inchioda, ti annienta.
L’ha promesso a se stessa.
E alla fine – chi lo sa – scapperà anche a lei “un’innocente
leggerezza”... e tu morirai.
Vedremo, avvocato.
Non lo saprai fino a quel momento.
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